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I campi di interesse del progetto SULCIS, sono: agricoltura, industria, infrastrutture, cultura, territorio, turismo.

Agricoltura

Un indicatore del paesaggio culturale dell’area è il suo aspetto agricolo. Il territorio del Sulcis è caratterizzato da uliveti, vigneti e da svariate coltivazioni orticole. Tale ricchezza paesaggistica è una delle reali potenzialità dell’area. L’agricoltura, ben funzionante in certe sue forme, generalmente quelle legate ad attività di trasformazione e commercializzazione, è ancora da organizzare per quando riguarda lo sviluppo della piccola e micro impresa, che non riesce a fare rete e promuoversi.

Industria

Il progetto contempla una presenza industriale che sia compatibile con il territorio e con il suo sviluppo sostenibile, non inquinante ed innovativa. Le esperienze del passato sono il punto di riferimento storico-economico-culturale per evitare che quanto di negativo è stato fatto per il territorio possa ripetersi.

L’opportunità e la compatibilità dell'industria con il territorio è da considerare prima di qualunque altra scelta, non solo per l’industria, ma anche per le infrastrutture ad essa collegate, in particolare strade e porti.

Il Sulcis è un polo industriale già convertitosi da minerario a chimico, il progetto prevede una riconversione da chimico a culturale.

- Risanamento aree ex industriali.
- Recupero aree ex industriali, compreso la centrale elettrica di Santa Caterina e i porti.
- Riconversione industriale del Sulcis con industrie innovative e non inquinanti. (Piano Sulcis)

Infrastrutture

Una delle principali ragioni del mancato sviluppo del Sulcis, oltre al costo dell'energia, è stata attribuita alla grandissima carenza di infrastrutture per i trasporti. Nell'area non vi è alcun aeroporto o porto che renda il Sulcis competitivo con altre aree nazionali od internazionali. Le infrastrutture sono state pertanto individuate dal Piano Strategico per il Sulcis del 2012 quale obiettivo indispensabile per il futuro sviluppo industriale.
Introdurre la possibilità della riconversione di una parte del porto industriale in porto turistico, per determinare una ridistribuzione delle risorse disponibili verso quello sviluppo che si ricerca come obiettivo di progetto.

Cultura, territorio.

Nel Sulcis ogni miniera ha avuto la sua città. Cortoghiana, Bacu Abis e Carbonia, …, sono esempi unici, nel patrimonio nazionale ed internazionale, di come doveva essere per i razionalisti e i funzionalisti, l’architettura che avrebbe segnato il cambiamento, il passaggio dal passato al moderno. Questi luoghi, a cui andrebbe posta un’attenzione maggiore, sarebbero certamente oggetto di interesse culturale e di sviluppo turistico se collegati all’enorme patrimonio ex minerario e industriale di interesse internazionale presente nell’area, già strutturato nel Piano Strategico.

Una rilettura del territorio fatta attraverso la puntuale individuazione delle presenze, delle opportunità, delle disponibilità, delle occasioni e delle potenzalità presenti, sarebbe l’inizio per concordare le priorità e le modalità operative di applicazione di un piano di sviluppo per il Sulcis concretamente condiviso.

- Il sistema della residenza sparsa. Oggi in abbandono, i furriadroxis e i medaus configurano il paesaggio culturale e rappresentano un’opportunità di nuovo insediamento residenziale, produttivo e di sviluppo turistico.

Turismo

Per quanto riguarda l’uso turistico, il territorio offre varie opportunità sia rispetto agli aspetti paesaggistici che a quelli eno-gastronomici.

La “turisticizzazione” del territorio deve essere come linea di principio evitata ad esclusione delle aree di recupero e valorizzazione “ambientale” come l’ex area industriale di PortoVesme, il Porto di Sant’Antioco, l’ex centrale elettrica di Santa Caterina. Queste ultime, una volta bonificate, avrebbero tutte le caratteristiche per diventare luoghi di sviluppo “strategico”, capaci di offrire la massima concentrazione di servizi culturali in un’area che attualmente ne è quasi priva. In questo modo il recupero del territorio non sarebbe una spesa, ma un investimento per il futuro.

Bisogna inoltre considerare che i servizi e le opportunità culturali dei nuovi poli realizzati a fine turistico, se correttamente organizzati, rappresentano un impulso forte di sviluppo, sia economico che culturale, per la popolazione locale. Il turismo è uno dei campi di azione del progetto destinato a caratterizzarlo. Le potenzialità ancora inespresse sul territorio sono tante, molte sono di giovani che non vogliono abbandonare un territorio che profondamente amano, ma che non offre lavoro.

Il turismo, anche attraverso azioni di sussidiarietà concordata rappresenta uno dei principali temi di interesse del progetto Sulcis.

Parchi

Il territorio del Sulcis rientra nel Parco naturale del Sulcis che, con una superficie di 68.868 ettari ed un perimetro di 170,41 km, è il più esteso fra i parchi naturali istituiti dalla L.R. 7 giugno 1989 n.31 e quello che comprende la più estesa macchia-foresta della Sardegna e la più ricca popolazione di cervo sardo. Nell’ambito del Parco del Sulcis, in particolare, è presente una vasta area protetta del WWF denominata “Oasi naturalistica di Monte Arcosu”, che include la più recente “Riserva Naturale del Monte Lattias”

Servitù militare

Si individua come elemento di criticità non sufficientemente valutato nel Piano Sulcis, la presenza dell’uso militare dell’area di Teulada. Tale tema diventa un campo di studio per azioni di mitigazione e di compensazione.

Informazione e comunicazione (media, net e design)

- Informatizzazione e comunicazione delle azioni.

azioni condivise
di valorizzazione
e sviluppo


- azioni e attività in corso

 
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